Comune di Polla

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    Museo Civico Insteia-Polla

    Museo Civico Insteia-Polla

    Facciata Museo
    Facciata Museo

    MUSEO CIVICO «INSTEIA POLLA»
    RASSEGNA PERMANENTE DELLE ANTICHE VESTITURE POLLESI

    Orario di apertura e chiusura
    Il Museo osserva il seguente orario di apertura al pubblico:


    INVERNALE (ottobre-marzo) – dal lunedì al sabato

    Antimeridiano, dalle 9,30 alle 13,30

    Pomeridiano dalle 15,30 alle 19,30.

    ESTIVO (aprile-settembre) – dal lunedì al sabato

    Antimeridiano, dalle 9,30 alle 13,30.

    Pomeridiano dalle 16,00 alle 20,00.

     

     

    Breve Storia


    Istituito nel 1996, il Museo Civico «Insteia Polla» è sede di una mostra permanente dal titolo «Ras-segna permanente delle antiche vestiture pollesi». Ospitato nella cappella sconsacrata di Santa Maria la Scala, in via Villapiana, il Museo si propone di illustrare la storia di Polla attraverso il tratto piú tipico e conosciuto del paese, l’abbigliamento popolare.
    Si tratta, infatti, di una vasta esposizione che ripercorre l’evoluzione del tradizionale abito femminile locale dal XIX al XX secolo; il costume tradizionale femminile di Polla è, infatti, uno dei piú belli della zona, tanto che le pollesi ne hanno conservato l’uso fino all’ultimo venticinquennio del ’900.
    L’esposizione è articolata secondo il criterio delle occasioni e delle circostanze che scandiscono la vita quotidiana (abiti di gala e per festività; abiti d’uso quotidiano; abiti rituali utilizzati durante le processioni; abiti ottocenteschi di mezza festa; abiti da lutto).
    Per favorire e conservare la «memoria storica» di abbigliamenti che testimoniano momenti importanti di vita pollese, con Delibera di Giunta Regionale n. 96, del 23 gennaio 2009 al Museo Civico «Insteia Polla», Sezione Rassegna Permanente delle Antiche Vestiture Pollesi, è stato rico-nosciuto dalla Regione Campania lo status di Museo di Ente locale d’Interesse regionale. In tal modo è stato avviato un proficuo processo di valorizzazione e divulgazione del patrimonio tradizio-nale locale.

    La raccolta ospitata in Santa Maria la Scala è una «Rassegna permanente delle Antiche Vestiture Pollesi», documentazione dettagliata delle fogge d’abbigliamento e degli accessori, dagli abitatori protostorici della Grotta, attraverso l’età romana del Tempio (il Mausoleo di Gaio Uziano Rufo e della consorte Insteia Polla) e il Medioevo di Sant’Antonio de Arata, sino al Barocco della Quadre-ria del Convento degli Osservanti.
    E’ una serie abbastanza completa dei possibili adattamenti dell’abbigliamento tradizionale femminile di Polla alle varie situazioni sociali e a successivi contesti d’epoca.
    Attraverso ricerche e studi sono stati ricostruiti:
    1. Un abito femminile di gala / festivo, elegante, antico, di donna sposata
    2. Un abito femminile quotidiano, popolano, antico
    3. Un abito femminile di gala / festivo, elegante, ottocentesco, di donna sposata
    4. Un abito femminile rituale (in processione), popolano, ottocentesco, di giovane nubile
    5. Un abito femminile rituale (in chiesa) ottocentesco, di donna sposata
    6. Un abito femminile di mezza festa, elegante, ottocentesco, di donna sposata
    7. Un abito femminile di mezza festa, elegante, ottocentesco, estivo, di donna sposata
    8. Un abito femminile quotidiano (in casa e per piccole uscite), elegante, ottocentesco, di donna sposata
    9. Un abito femminile quotidiano, moderno, invernale (suttanèlla)
    10. Un abito femminile da lavoro (lavoro nei campi, bucato al fiume), popolano ottocente-sco
    11. Un abito femminile da lutto, ottocentesco
    12. Un abito femminile da lutto, elegante, moderno, di vedova
    13. Un abito femminile da lutto, popolano, moderno, invernale (suttanèlla).
    Gli abiti sono stati riprodotti in maniera filologicamente accurata, in quanto sono stati tramandati attraverso le generazioni i segreti e le accortezze del mestiere, per il quale occorrono perizia e pa-zienza: le gonne, composte da fitte piegoline, le guarnizioni in oro proprie e particolari per ogni sin-golo capo, i ricami delle camicie dalle ampie maniche a sbuffo e gli altri elementi delle antiche ve-stiture richiedono una competenza e una pratica che non possono essere improvvisate.
    Nella navata della chiesa di Santa Maria della Scala sono state disposte tre vetrine: a destra un grande contenitore, in cui sono esposti, indossati da undici manichini, altrettanti antichi abiti pollesi, diversi nella foggia e nei colori, che furono indossati, nel tratto di tempo che toccò almeno tre secoli fino al terzo quarto del Novecento, ciascuno per un’occasione distinta e particolare; sulla sinistra due altre piccole vetrine, ciascuna con un singolo manichino, rivestito rispettivamente dell’abito quotidiano e di quello festivo, risalenti alla piú antica documentazione scritta e iconografica conser-vata.
    Sono i costumi nuziali e di gala, rituali per la chiesa e per le processioni, della mezza festa, anche in versione estiva, quotidiani nella variante elegante e da lavoro, da lutto antico e piú recente; la loro ultima evoluzione, sveltita e semplificata, è la suttanèlla, come la stessa denominazione popolare sembra indicare.
     

    Piano Comunale di Protezione Civile

    Il Quotidiano della P.A.

    UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE

    SITI UTILI

      aprile 2017

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