Nel 1828 veniva lanciato dalla piazza di Palinuro il proclama della Rivolta del Cilento. L'ingegnere Luigi Manzella ed il mugnaio Giuseppe Bufano, due pollesi, cooperarono a tale rivolta.
Il Manzella cercò di estendere la sommossa nel distretto di Sala, fu condannato a 19 anni di ferri tramutati in 12 anni di reclusione a Ponza e nel 1833 fu graziato.
Il Bufano si mescolò con gli insorti nel Cilento, venne fucilato a Polla sulla strada del Ponte appena ventiseienne.
La sua testa, recisa, fu esposta per ammonimento sopra una piramide finchè, in una notte di tempesta, i fratelli del morto posero fine all'orrendo spettacolo e successivamente una mano ignota distrusse il pilastro su cui era poggiata. Le autorità borboniche ne ordinarono la ricostruzione come esempio per la popolazione.
Giuseppe Bufano fu l'unico martire che il Vallo di Diano dette alla rivolta.
- bibliografia: "Polla. Linee di una storia" a cura del prof. Vittorio Bracco
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