Dopo varie battaglie, il colonnello Fabrizi sciolse la sua formazione perchè
spiegava in una lettera, il Generale Dittatore concedeva loro di rientrare presso
le loro case ringraziando per l'entusiasmo con cui avevano risposto all'appello.
Il Galloppo risponderà con delle bellissime parole piene di riverenza
e amore, partecipò alla battaglia del '66.
Giovanni Bracco dopo i moti del '48, aveva patito molti anni di carcere e aveva sacrificato molto del suo patrimonio, emigrò a Montevideo per sostenere la sua famiglia, morì ancora giovane lontano dai figli e dalla patria.
Il fratello Davide chiederà e riceverà l'impiego come custode
carcerario. L'altro garibaldino, Girolamo Giliberti, visse con una sopraggiunta
infermità agli occhi. Sulla facciata del Palazzo
comunale vi è una lapide in ricordo di tutti i garibaldini pollesi.
- bibliografia: "Polla. Linee di una storia" a cura del prof. Vittorio Bracco
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