Artigianato e tradizioni

Gli antichi mestieri

la Croce sul piazzale dei Cappuccini
A Polla vi erano alcuni artigiani che si distinguevano per la costruzione e la decorazione dei carri di legno che venivano trainati da cavalli, asini o anche dei carri a timone che venivano trainati invece dalle "pariglie" di buoi, famoso per questo il signor Alfonso Piccolo di Borgo San Pietro.
Le decorazioni tradizionali, a palmette e a tralci fioriti, nei colori rosso, ocra, azzurro e bianco ricordavano i contrasti cromatici del colorismo primitivo che ritroviamo nei fregi policromi in terracotta dei templi greci.
Vecchi "carrisi" erano anche i signori Salvatore e Paolo Villani, i pezzi lavorati al tornio venivano invece forniti dal signor Vincenzo Ferraioli.
La lavorazione delle sedie impagliate invece era curata dal signor Luigi Langone.
Per quanto riguarda la lavorazione della pietra, anche qui a Polla esiste un conglomerato a grossi ciottoli (come si può vedere nella scalinata del Monastero di Santa Chiara, oggi sede del Comune), che non permette una lavorazione accurata e rifinita, ragion per cui non si sviluppò un'attività artigianale della portata di quella padulese.
Gli scalpellini pollesi creavano mortai per uso domestico e semplici portali con riquadri incisi sulle basi e capitelli dei piedritti e sulla chiave, raramente scolpiti a rilievo (è quanto si può osservare girando per le strade di Polla).
Nel '700 si distinse in quest'arte Giovanni Brigante, figlio di Felice, "marmoraio" come il padre. Scolpì nel 1775 la Croce sul piazzale dei Cappuccini, con la base recante sul prospetto in bassorilievo la Madonna di Costantinopoli, sul lato opposto l'emblema francescano e a sinistra la data preceduta da una sibillina iscrizione.
Nel 1783 lavorò, per la chiesa del convento di Sant'Antonio, agli altari laterali del presbiterio (ora sostituiti e sistemati nel giardino dei frati) e alla balaustrata.
L'artigianato tessile era molto diffuso nelle famiglie pollesi. Al telaio si tessevano lenzuola di lino e di canapa, asciugamani e strofinacci con motivo " a mammole" in rilievo, mussole fini per le camicie, stoffe di lana per le coperte (di solito di colore violetto o rosso, oppure scozzese a due colori, giallo e marrone, verde e blu, rosso e nero) e per i costumi "giornalieri (di colore rosso e turchino), tappeti per coprire cassoni e tavolini, a disegni geometrici in tenui e varie tinte.
Si confezionavano pizzi, centrini, guarnizioni, tovaglie, coperte all'uncinetto, eseguiti con gusto ed abilità per la sottigliezza del filo usato, il signor Antonio Amen era famoso per queste creazioni.

 


- bibliografia: "A l'us and́cu" di Antonio Tortorella


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