Il Palazzo Comunale

lo stemma del paese

Il Comune di Polla ha una sede nobile e storica, occupando l'antico monastero delle Clarisse fin dal 1883, come si legge sullo stemma posto al di sopra del bel portale d'ingresso.
Sul secondo portale all'interno, dopo un breve vestibolo, che inquadra l'ingresso di quella che fu la clausura, si legge la data del 1739.

L'intero fabbricato, ristrutturato dopo il sisma del 1980; secondo il progetto dell'architetto Paolo Portoghesi, conserva tutta la struttura antica.
Nel piccolo chiostro pavimentato da basoli originali, spicca una bella cisterna con un'alzata in pietra riccamente scolpita che porta in alto la data 1818.

Ad essa attinsero acqua per anni le monache che abitarono il monastero per oltre due secoli. Oggi nelle celle sono alloggiati gli uffici e nella chiesetta che fu dedicata a Santa Chiara, ha trovato posto l'aula consiliare.

Ad essa si accede sia attraverso un corridoio interno, sia da un ingresso esterno che si segnala per un portale in pietra con in alto un bel cartiglio intagliato sul quale si legge: D (eo) O (ptimo) M (aximo) / Templum hoc M (ariae) V (irgini) dicatum / a fundamentis refic (iundum) curarunt / moniales h (uius) v (enerabilis) Manast (erii) S (anctae) Clarae / a (nno) D (omini) MDCCCIV.

Il parlatorio delle clarisse, a destra dell'ingresso principale, fu occupato per anni dall'Ufficio postale e poi dalla Polizia Municipale, la quale ha una sede oggi in piazza Ritorto.

Quel che fu il giardino del monastero, il quale era degradante verso un parapetto che dava sulla sottostante via Porta dei Cavalli, oggi è occupato da un grande parcheggio per autovetture, distribuito su due comodi ripiani delineato da un parapetto il quale ripete quella serie di archetti ornamentali che si ritrovano già all'interno, nel chiostro, in alto sul ballatoio che tuttora corre lungo alcuni ambienti.

Dov'erano i granai e i depositi delle derrate delle monache, furono alloggiate le carceri mandamentali che vi ebbero sede per alcuni decenni fino alla recente unificazione nella Casa Circondariale di Sala Consilina.


- testo redatto dalla prof.ssa Angela Tortorella


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