
L'abitato si trova all'imbocco settentrionale del Vallo di Diano, in una pianura solcata dal fiume Tanagro, affluente del Sele, a 460 m di altitudine.
Due catene montuose delimitano la configurazione del paese: ad oriente i monti della Maddalena, che rappresentano il contrafforte orientale dell'intero Vallo di Diano, ad occidente il rilievo di San Tommaso, estrema propaggine meridionale del gruppo Alburno.
Il luogo in cui oggi fiorisce Polla risulta popolato da tempi antichissimi: dalle lontanissime stagioni in cui i pastori transumando con le loro greggi risalivano dalla pianura tirrenica, come provano i resti ceramici ed anche ossei, umani ed animali recuperati nella grotta adiacente l'abitato.
In seguito il luogo ebbe continuità di vita con le popolazioni che subentrarono: dai Greci ai Lucani che nel V secolo si impiantarono nel territorio costruendo villaggi e umili capanne.
In progresso di tempo, la dominazione romana vi stabilì un Forum, dove è oggi il Borgo San Pietro.
Questo Forum rappresentò un nodo stradale sul percorso della via Annia che staccandosi dal tronco maestro della via Appia a Capua, attraversava l'intero Vallo di Diano puntando su Reggio che raggiungeva in 321 miglia.
Alla romanità che diede al territorio un volto uniforme e compatto, si innestò il Cristianesimo che ebbe il primo Battistero, proprio nel Vallo, impiantato su una polla sorgiva.
Il Medioevo configurò un'età di depressione urbana ed economica quasi di ristagno.
Fu con i Normanni che si formò, sulla groppa collinare, un piccolo gruppo recintato con mura e torri, dominato da un piccolo castello e popolato da agricoltori, all'ombra di generazioni di feudatari che si vennero succedendo al governo del paese.
Questi connotati rimasero invariati per lungo ordine di secoli fin quasi all'unità
d'Italia. Così si spiega come il paese non abbia superato i 4-5 mila
abitanti, le cui abitazioni erano raccolte intorno ai campanili delle chiese
e dei conventi. Nel '700 vi fu nello spirito della popolazione una svolta graduale
verso una nuova dimensione sociale ed economica: dopo un'attiva partecipazione
alla Rivoluzione Napoletana del '99, lo spirito di libertà animò
i moti del 1828 del Cilento, a cui Polla dette un martire nella persona del
mugnaio Giuseppe
Bufano, e ancora quelli successivi del '48.
Il Battaglione
Tanagro con 83 pollesi su 250 partecipanti, affiancò Garibaldi che
risaliva dalla Sicilia nel 1860 fino alla Battaglia del Volturno.
Dopo di allora il contributo del paese alle vicende della Nazione è stato conseguente e lineare: anche in tempi in via di assestamento, come furono i primi decenni postunitari, fu riconosciuto che Polla, come unico paese, non aveva dato nè un manutengolo, nè un brigante e che la sua popolazione si era dimostrata conforme e ubbidiente alle leggi.
L'arrivo della ferrovia (1886), della corrente elettrica (1906), con il successivo ampliamento delle strade e dell'abitato nella parte bassa del territorio, contribuì notevolmente al processo civile, morale ed economico del paese.
Grande impulso fu dato anche dalle rimesse degli emigrati nelle lontane Americhe:
nel 1905 fu costruito l’ospedale per la munificenza di un pollese
emigrato in Argentina, il cavalier
Luigi Curto.
Col passare degli anni all'agricoltura ed alla pastorizia si affiancarono le prime attività industriali che rinnovavano l'artigianato fino ai moderni impianti che concentrano il commercio nell'area di Sant' Antuono in continuo sviluppo.
Oggi per Polla passa, con autonomo svincolo, l'autostrada per le Calabrie che, ha rinnovato ed allargato la dimensione millenaria dell'antica via Annia e della via Borbonica .
Polla ha oramai conquistato una dimensione di operosa cittadina in cui fervono iniziative e intraprese sociali e culturali che non solo tengono bordone allo spirito dei tempi che viviamo, ma si segnalano anche per durata e slancio di adesione, sia nella sfera pubblica che privata.
- testo redatto dalla prof.ssa Angela Tortorella